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Contributi a fondo perduto fino a 42.000 euro per la formazione digitale e green delle PMI del Sud

Contributi a fondo perduto fino a 42.000 euro per la formazione digitale e green delle PMI del Sud

Apre il 12 marzo lo sportello per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto per la formazione specialistica delle PMI. L’incentivo punta a sostenere la transizione verde e digitale nelle regioni del Sud. Coperto il 50% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 42.000 euro

Dal 12 marzo 2026 si apre ufficialmente lo sportello per accedere al nuovo contributo a fondo perduto destinato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che investono nello sviluppo di competenze specialistiche legate alla transizione digitale e ambientale. L’agevolazione, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, copre fino al 50% delle spese ammissibili per la formazione del personale, con un’intensità che può arrivare fino al 70% in caso di progetti integrati, per un contributo massimo concedibile pari a 42.000 euro.

Il quadro operativo è stato definito dal decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, che disciplina tempi, modalità di accesso e criteri di selezione delle domande. Le istanze potranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del 12 marzo e fino al 14 maggio 2026.

Un intervento strategico per la competitività delle PMI del Mezzogiorno

La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 50 milioni di euro, a valere sul Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021–2027”. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle micro, piccole e medie imprese di affrontare le trasformazioni tecnologiche e produttive in atto, attraverso percorsi di formazione altamente qualificata rivolti ai lavoratori dipendenti.

Possono accedere alle agevolazioni le PMI regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con unità locali ubicate nelle regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il decreto prevede inoltre una riserva del 40% delle risorse a favore delle imprese appartenenti alle filiere dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento.

Importi ammissibili e modalità di presentazione

Ogni impresa può presentare una sola domanda di agevolazione per programmi formativi con costi ammissibili compresi tra 10.000 e 60.000 euro. Il contributo non è automatico: le risorse vengono assegnate tramite una procedura valutativa a graduatoria. L’ordine di presentazione della domanda non costituisce quindi un criterio premiante, purché l’istanza venga trasmessa entro i termini previsti.

I criteri di valutazione dei progetti

Al termine della finestra di presentazione, tutte le domande saranno valutate sulla base di criteri oggettivi che concorrono alla formazione del punteggio finale:

  • Dimensione dell’organico coinvolto, con attribuzione di punteggio crescente in base al numero di dipendenti formati.

  • Incidenza della formazione sul personale, calcolata come rapporto tra lavoratori coinvolti e totale dei dipendenti dell’unità locale.

  • Ampiezza degli ambiti formativi, con premialità per i progetti che coprono più tematiche strategiche.

  • Appartenenza a contratti di rete, che consente di ottenere un punteggio aggiuntivo.

  • Settore di attività, con attribuzione di punti fissi alle imprese manifatturiere (ATECO C).

A questi criteri si aggiungono punteggi premiali pari al 5% ciascuno per le imprese in possesso del Rating di legalità e della Certificazione della parità di genere.

Graduatoria e concessione del contributo

Sulla base del punteggio complessivo, Invitalia formerà una graduatoria in ordine decrescente. Solo le imprese collocate in posizione utile, entro i limiti delle risorse disponibili, accederanno alla fase di verifica documentale e potranno ottenere la concessione del contributo. La misura premia quindi la qualità progettuale e la coerenza strategica dell’intervento formativo.

Intensità dell’aiuto e maggiorazioni previste

Il contributo è riconosciuto come contributo diretto alla spesa nella misura del 50% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro. In presenza di progetti integrati sovraregionali, che coinvolgono fino a dieci imprese, l’intensità dell’aiuto può aumentare di:

  • 20 punti percentuali per micro e piccole imprese;

  • 10 punti percentuali per medie imprese.

In questi casi la copertura può arrivare fino al 70% dell’investimento, con un importo massimo concedibile pari a 42.000 euro.

I contratti per i servizi di formazione devono essere stipulati successivamente alla presentazione della domanda. Le attività formative devono iniziare entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione e concludersi entro dodici mesi.

Spese ammissibili e rendicontazione semplificata

Tra i costi finanziabili rientrano:

  • il costo del personale formatore e dei partecipanti per le ore di formazione;

  • i costi di esercizio direttamente connessi al progetto;

  • i servizi di consulenza specialistica.

Una delle principali innovazioni riguarda la rendicontazione, che avviene tramite opzioni semplificate di costo basate su tariffe orarie standard, differenziate per regione. Questo sistema consente di ridurre significativamente gli oneri amministrativi, concentrando i controlli sull’effettivo svolgimento delle attività formative, certificate attraverso registri di presenza e timesheet.

Ambiti tecnologici e tematiche ammissibili

I percorsi formativi devono essere coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente e con le tecnologie strategiche europee (STEP). Sono escluse le attività di formazione obbligatoria per legge.

Gli ambiti ammissibili coprono un ampio spettro di tecnologie chiave per la transizione verde e digitale, tra cui:

  • Tecnologie digitali avanzate, come intelligenza artificiale, robotica, cybersecurity, semiconduttori e tecnologie quantistiche.

  • Industria intelligente ed energia, con focus su sostenibilità dei processi produttivi, materiali innovativi e fonti rinnovabili.

  • Clean tech ed economia circolare, incluse tecnologie per l’idrogeno, lo stoccaggio dell’energia e la decarbonizzazione.

  • Aerospazio e difesa, con applicazioni civili e attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale.

  • Salute, biotecnologie e agrifood, dalla medicina digitale all’agricoltura di precisione.

  • Turismo, cultura e creatività, attraverso soluzioni digitali per la valorizzazione del patrimonio.

  • Smart communities e agenda digitale, con interventi su mobilità intelligente, IoT e infrastrutture di connettività.

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