Abbiamo a cuore la tua crescita!
info@promozionesviluppo.com

Iperammortamento 2026: guida completa alla nuova agevolazione fiscale per le imprese

Iperammortamento 2026: guida completa alla nuova agevolazione fiscale per le imprese

Nuovo iperammortamento 2026: regole, requisiti e benefici per le imprese

La Legge di Bilancio 2026 introduce una svolta significativa nelle misure a sostegno degli investimenti produttivi: per i programmi Transizione 4.0 e 5.0 viene reintrodotto l’iperammortamento, che sostituisce il credito d’imposta utilizzato negli ultimi anni.

L’iperammortamento non è una novità assoluta nel panorama normativo italiano. Era stato infatti introdotto nel 2017 e successivamente superato, nel 2019, dal meccanismo del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali connessi all’Industria 4.0. Oggi, con la nuova manovra finanziaria, il legislatore ripropone lo strumento in una versione aggiornata, con regole e percentuali riviste.

In questa guida analizziamo in modo approfondito come funziona l’iperammortamento 2026, quali sono le aliquote previste, i beni agevolabili, i requisiti di accesso e le modalità di richiesta.

Come funziona

A differenza del credito d’imposta, che può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, l’iperammortamento consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il costo di acquisto dei beni strumentali agevolabili.

In pratica, il valore del bene viene incrementato ai fini fiscali, permettendo una deduzione più elevata attraverso le quote di ammortamento. Questo si traduce in un risparmio diretto sulle imposte dovute.

La misura è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, come stabilito dalle modifiche introdotte con la Legge di Bilancio 2026.

Aliquote

La maggiorazione fiscale varia in funzione dell’importo dell’investimento ed è disciplinata dall’articolo 1, comma 427, della Legge di Bilancio 2026. Le percentuali previste sono:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro

  • 100% per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro

  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro

Nelle prime bozze della manovra erano previste aliquote più elevate per interventi legati alla transizione ecologica, ma tali incrementi non sono stati confermati nel testo definitivo.

Esempio pratico di iperammortamento

Supponiamo che un’impresa acquisti un bene strumentale del valore di 200.000 euro.

Applicando la maggiorazione del 180%, il valore fiscalmente deducibile diventa:

200.000 € + 180% = 560.000 €

Con un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale complessivo è pari a:

86.400 euro

Un vantaggio concreto che consente di ridurre significativamente il carico fiscale.

Beni agevolabili

I beni ammessi all’agevolazione sono elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 e riguardano le tecnologie riconducibili al modello Industria 4.0.

L’Allegato IV comprende quattro macro-categorie:

  • Beni strumentali controllati da sistemi computerizzati o dotati di sensori e azionamenti

  • Sistemi per la qualità e la sostenibilità dei processi produttivi

  • Dispositivi per l’interazione uomo-macchina e il miglioramento della sicurezza in ottica 4.0

  • Sistemi per l’elaborazione, archiviazione e trasmissione dei dati

L’Allegato V riguarda invece i beni immateriali, come software, piattaforme digitali e sistemi gestionali avanzati.

Per una verifica puntuale delle caratteristiche tecniche richieste è sempre consigliabile fare riferimento diretto alla normativa.

Vincolo di provenienza: beni Made in UE

Il comma 427 dell’articolo 1 prevede che i beni agevolabili debbano essere prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo.

Questo vincolo si applica in modo esplicito ai beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, indicati al comma 429.

Tuttavia, non si esclude che i decreti attuativi possano ampliare in futuro la platea dei beni ammessi, allentando i requisiti sulla provenienza geografica.

Chi può accedere

Possono beneficiare dell’agevolazione:

  • Tutte le imprese attive in Italia

  • In regola con gli obblighi fiscali

  • Che investono in beni strumentali nuovi per l’attività produttiva

Sono esclusi:

  • I liberi professionisti

  • Le imprese in liquidazione o fallimento

  • Le aziende soggette a sanzioni interdittive

Per il settore agricolo è prevista una misura alternativa: credito d’imposta del 40%.

L’accesso è inoltre subordinato:

  • Al rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro

  • Alla regolarità contributiva (INPS e INAIL)

Cumulabilità con altre agevolazioni

L’iperammortamento 2026 è cumulabile con altre misure nazionali ed europee, a condizione che:

  • Non vengano finanziate le stesse voci di costo

  • Non si superi il costo complessivo sostenuto

Sono invece esclusi gli investimenti che usufruiscono delle agevolazioni previste dall’articolo 1, comma 446, della legge n. 207/2024.

Come presentare la domanda

La procedura è interamente telematica.

Le imprese devono trasmettere:

  • Comunicazione di accesso

  • Certificazioni tecniche dei beni

  • Documentazione degli investimenti

La piattaforma di riferimento è quella del GSE – Gestore dei Servizi Energetici, utilizzando modelli standardizzati come previsto dall’articolo 1, comma 430.

L’iperammortamento 2026 rappresenta uno strumento strategico per le imprese che investono in innovazione tecnologica e digitalizzazione. Grazie alla maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, consente un risparmio concreto sulle imposte, favorendo la competitività aziendale.

Una corretta pianificazione fiscale e una valutazione preventiva dei requisiti tecnici dei beni sono fondamentali per massimizzare i benefici ed evitare errori procedurali.

👉 Inizia ora a pianificare i tuoi investimenti con il nostro supporto

Contattaci per ricevere:

  • Supporto alla compilazione documentazione
  • Check dei requisiti

  • Consulenza gratuita sull’idea di business

Compila il form qui sotto per prenotare una consulenza senza impegno: