Abbiamo a cuore la tua crescita!
info@promozionesviluppo.com

Via al nuovo Codice degli Incentivi: Ecco le agevolazioni fiscali e contributive

Via al nuovo Codice degli Incentivi: Ecco le agevolazioni fiscali e contributive

Codice degli incentivi 2026: novità su entrata in vigore, revoche, delocalizzazione e obblighi di rendicontazione

Il nuovo Codice degli incentivi riorganizza in modo organico la disciplina delle agevolazioni alle imprese, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, uniformità procedurale e tracciabilità delle risorse pubbliche. Il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e stabilisce regole operative e profili sanzionatori che le imprese beneficiarie devono conoscere fin da ora.

Entrata in vigore e campo di applicazione

Il Codice entra in vigore il 1° gennaio 2026; le sue disposizioni si applicano alle agevolazioni indicate nel Testo e, con alcune eccezioni, anche nelle regioni a statuto speciale. Per i bandi già pubblicati prima dell’entrata in vigore continuano ad applicarsi le previgenti discipline.

Cosa resta escluso

Sono esplicitamente esclusi dal perimetro del Codice:

  • gli incentivi fiscali che non richiedono istruttoria valutativa (ovvero le misure erogate automaticamente senza istruttoria), e quelli disciplinati da specifiche norme di settore;

  • gli incentivi contributivi (salvo alcune previsioni limitate indicate nel testo).

Novità operative rilevanti per le imprese beneficiarie

1) Requisiti assicurativi e controllo dell’erogazione
Il Codice prevede l’obbligo, per alcuni incentivi, di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni come condizione che può incidere sulla concreta erogazione del finanziamento e sugli obblighi successivi. L’assenza di obblighi assicurativi rimane esclusa per alcune categorie di incentivi (ad esempio fiscali e contributivi) ma, dove prevista, la mancanza può determinare esclusione o revoca.

2) Requisiti soggettivi e situazioni pregiudizievoli
Il Codice precisa i casi nei quali una condanna o altri precedenti giuridici non determinano automaticamente l’esclusione dall’accesso alle agevolazioni — ad esempio nei casi di depenalizzazione del reato, riabilitazione o estinzione delle pene accessorie — fornendo maggiore certezza interpretativa rispetto a situazioni di “dubbia ammissibilità”.

3) Regolarità contributiva sanabile
Diversamente dall’automatica esclusione in passato, il Codice prevede che alcune irregolarità contributive possano essere sanate attraverso il pagamento delle somme dovute o con impegni vincolanti a regolarizzare la posizione, evitando così blocchi assoluti all’accesso alle agevolazioni quando la situazione è sanabile.

4) Delocalizzazione: definizioni, divieti e sanzioni
Viene introdotta una definizione puntuale di “operazione di delocalizzazione” e una disciplina severa:

  • se l’attività incentivata viene trasferita entro 5 anni dal completamento dell’investimento (o entro 10 anni per le grandi imprese) la decadenza dall’agevolazione è automatica e sorge l’obbligo di restituzione degli importi fruiti, con maggiorazioni e possibili sanzioni amministrative.

  • in caso di trasferimento all’estero (fuori UE/SEE) le conseguenze sono ancora più stringenti, con decadenza e sanzioni pecuniarie fino a multipli dell’aiuto fruito. Inoltre è richiesta una comunicazione preventiva al Ministero (termine minimo 90 giorni, 180 per grandi imprese); la mancata comunicazione produce effetti anche sul regime dei licenziamenti.

5) Revoche e cause più frequenti
Il soggetto competente può disporre la revoca per varie ragioni (assenza di requisiti o documentazione non sanabile, mancata realizzazione dell’operazione, alienazione dei beni agevolati entro termini minimi — 3 anni per le PMI, 5 anni per le grandi imprese — o delocalizzazione, inadempimenti finanziari, superamento dei limiti di cumulo). Le somme recuperate sono vincolate a specifiche destinazioni e procedure di recupero sono dettagliate nel testo.

Strumenti di semplificazione e trasparenza

Il Codice rafforza l’uso del sistema “Incentivi Italia”/Incentivi.gov.it per uniformare bandi, assegnazione del Codice Unico di Progetto (CUP), monitoraggio e rendicontazione, e mette a disposizione servizi per la redazione di bandi e funzioni di verifica telematica dello stato ammissibilità. Dal 1° giugno 2023 (richiami normativi nel Codice) le fatture relative a operazioni agevolate devono riportare il CUP per consentire controlli e tracciabilità.

Cosa cambia per chi deve preparare o richiedere incentivi

  • Verificare già in fase di progetto requisiti assicurativi, CUP e dichiarazioni richieste.

  • Pianificare la permanenza degli investimenti nelle sedi indicate (attenzione ai vincoli temporali e alle conseguenze della delocalizzazione).

  • Sfruttare le premialità previste dal Codice (rating di legalità, certificazioni di genere, politiche sul lavoro) per migliorare posizionamento nelle graduatorie o accesso a riserve.

Il nuovo Codice degli incentivi rappresenta una semplificazione e una razionalizzazione significativa: maggiore trasparenza, regole più chiare su revoche e delocalizzazioni, strumenti digitali centralizzati e un equilibrio più definito tra controllo e possibilità di sanatoria. Le imprese e gli studi che assistono i proponenti dovranno aggiornare procedure e check-list per adeguarsi ai nuovi obblighi operativi e sfruttare le opportunità premiali offerte dal sistema.

👉 Inizia ora a pianificare i tuoi investimenti con il nostro supporto

Contattaci per ricevere:

  • Supporto alla compilazione documentazione
  • Check dei requisiti

  • Consulenza gratuita sull’idea di business

Compila il form qui sotto per prenotare una consulenza senza impegno: