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Iperammortamento 2026: cosa prevede il Decreto Attuativo, aliquote, beni agevolabili e procedura GSE

Iperammortamento 2026: cosa prevede il Decreto Attuativo, aliquote, beni agevolabili e procedura GSE

Decreto Attuativo Iperammortamento 2026

Con il Decreto Attuativo del 4 maggio 2026 diventano operative le disposizioni relative all’Iperammortamento 2026, il nuovo incentivo fiscale destinato alle imprese che investono in digitalizzazione industriale, tecnologie 4.0 e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Il provvedimento definisce in modo dettagliato modalità di accesso, requisiti tecnici, procedure di comunicazione e criteri per la determinazione delle spese agevolabili, introducendo un sistema centralizzato di gestione tramite piattaforma GSE.

La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e punta a sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese italiane attraverso una maggiorazione fiscale applicabile ai beni strumentali nuovi previsti dagli Allegati IV e V della Legge n. 199/2025.

  • Allegato IV (Beni Materiali): Macchinari e impianti fisici interconnessi al sistema produttivo.
  • Allegato V (Beni Immateriali): Software, piattaforme e applicazioni di sistema necessari alla gestione digitale.

Come funziona

L’agevolazione consiste nella maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, con effetti esclusivamente fiscali ai fini della determinazione:

  • delle quote di ammortamento;
  • dei canoni di locazione finanziaria.

Il beneficio diventa utilizzabile dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette al GSE la comunicazione di completamento dell’investimento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo fiscale.

Aliquote: le percentuali previste

Il Decreto Attuativo conferma tre scaglioni di maggiorazione fiscale, differenziati in base all’ammontare complessivo dell’investimento.

Investimento agevolabile Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro 180%
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro 100%
Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro 50%

La struttura progressiva dell’incentivo consente alle imprese di pianificare investimenti sia di media che di grande dimensione, mantenendo una significativa convenienza fiscale soprattutto nella fascia iniziale.

Quali beni rientrano

L’agevolazione riguarda esclusivamente beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale secondo il paradigma Industria 4.0.

Beni materiali – Allegato IV
Rientrano tra gli investimenti agevolabili:

  • macchine utensili interconnesse;
  • robot industriali e sistemi multi-robot;
  • magazzini automatizzati;
  • sistemi avanzati di automazione industriale;
  • infrastrutture HPC;
  • reti industriali e sistemi di integrazione IT/OT.

Il requisito essenziale rimane l’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Beni immateriali – Allegato V
Sono agevolabili anche software e piattaforme digitali avanzate, tra cui:

  • software CAD e progettazione 3D;
  • Digital Twin;
  • sistemi di intelligenza artificiale;
  • piattaforme di Process Mining;
  • strumenti ESG;
  • software per la gestione energetica e ambientale.

Gli Allegati IV e V costituiscono il riferimento normativo ufficiale per l’individuazione puntuale dei beni ammissibili.

Investimenti in energia rinnovabile e autoconsumo

Una delle novità più rilevanti del decreto riguarda gli investimenti finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale.

Sono agevolabili:

  • impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
  • sistemi di accumulo;
  • trasformatori e misuratori;
  • impianti per produzione di energia termica;
  • servizi ausiliari d’impianto.

Il decreto specifica inoltre che gli impianti devono essere collegati alla struttura produttiva e correttamente dimensionati rispetto al fabbisogno energetico reale dell’impresa.

Formula per il dimensionamento energetico

La producibilità massima attesa dell’impianto non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.

Producibilita attesa ≤105% × Fabbisogno energetico della struttura produttiva

Il decreto precisa che il fabbisogno energetico deve essere calcolato considerando:

  • i consumi medi annui di energia elettrica;
  • gli eventuali consumi termici;
  • i combustibili utilizzati per la produzione di energia termica;
  • i fattori di conversione energetica indicati nell’Allegato 1.

Limiti di spesa per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

Il Decreto Attuativo introduce parametri precisi per il calcolo dei costi massimi ammissibili.

Per gli impianti fotovoltaici, i massimali variano in funzione:

  • della potenza installata;
  • della tipologia di modulo fotovoltaico;
  • della fonte energetica utilizzata.

Le Tabelle 2a, 2b, 2c e 2d dell’Allegato 1 definiscono nel dettaglio:

  • i costi massimi ammissibili per kW;
  • i coefficienti per i sistemi di accumulo;
  • i parametri per impianti termici da fonti rinnovabili.

Ad esempio, per il fotovoltaico con potenza inferiore o uguale a 20 kWe, il costo massimo agevolabile varia da 1.420 €/kW a 1.500 €/kW a seconda della categoria del modulo installato.

Procedura GSE: come accedere al beneficio

L’accesso all’Iperammortamento 2026 avviene esclusivamente tramite la piattaforma informatica del GSE, accessibile con SPID o CIE.

La procedura si articola in tre fasi principali.

Comunicazione preventiva
Prima dell’avvio dell’investimento, l’impresa deve trasmettere:

  • dati aziendali;
  • struttura produttiva interessata;
  • tipologia dei beni;
  • importi previsti;
  • date previste di interconnessione o entrata in funzione.

Comunicazione di conferma
Entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, è necessario confermare l’investimento dimostrando il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione del bene.

Comunicazione di completamento
Al termine dell’investimento, e comunque entro il 15 novembre 2028, devono essere trasmesse:

  • attestazioni tecniche;
  • perizie asseverate;
  • certificazioni contabili;
  • documentazione di completamento.

Obblighi di monitoraggio annuale

Il decreto introduce anche un sistema di monitoraggio continuo degli investimenti.

Le imprese dovranno inviare:

  • entro il 20 gennaio di ogni anno, una comunicazione sugli investimenti effettuati e sul beneficio previsto;
  • entro il 30 giugno, una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento e le quote imputate nei singoli esercizi.

Il mancato invio delle comunicazioni può comportare il mancato perfezionamento della procedura agevolativa.

Perizia tecnica e certificazione contabile

Per accedere all’agevolazione è obbligatorio dimostrare la conformità tecnica e contabile degli investimenti.

Perizia tecnica asseverata
La perizia deve certificare:

  • l’appartenenza del bene agli Allegati IV o V;
  • l’interconnessione;
  • il rispetto dei requisiti tecnici richiesti dalla normativa.

Il documento può essere redatto da:

  • ingegneri;
  • periti industriali;
  • enti di certificazione accreditati;
  • professionisti agrari abilitati per il settore agricolo.

Certificazione contabile
La certificazione contabile deve attestare:

  • l’effettivo sostenimento delle spese;
  • la corrispondenza tra costi e documentazione aziendale;
  • la correttezza dei dati contabili trasmessi.

Controlli e cause di decadenza

Il GSE effettuerà verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati.

La decadenza dal beneficio può avvenire, tra gli altri casi, per:

  • assenza dei requisiti tecnici;
  • documentazione irregolare;
  • false dichiarazioni;
  • mancata conservazione dei documenti;
  • trasferimento dei beni all’estero senza sostituzione equivalente.

Conclusioni

L’Iperammortamento 2026 si presenta come una misura strategica per le imprese che intendono investire in automazione industriale, tecnologie digitali ed efficientamento energetico.

Il Decreto Attuativo chiarisce finalmente modalità operative, requisiti tecnici e procedure di accesso, introducendo un sistema più strutturato e controllato rispetto alle precedenti agevolazioni Industria 4.0.

Per le aziende sarà fondamentale pianificare correttamente gli investimenti, predisporre la documentazione tecnica necessaria e rispettare tutte le comunicazioni richieste dal GSE per evitare criticità nella fase di accesso e fruizione del beneficio.

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